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sessualità
3 dicembre 2008
Il Vaticano dice (a)NO!


Dopo il primo (a)NO alla proposta di depenalizzare l'omosessualità, il Vaticano dice (a)NO anche alla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità.

Il primo testo, realizzato dalla presidenza di turno francese alla Ue e firmato da 27 paesi, tra cui l'Italia, è stato presentato all'Onu. L'obiettivo della proposta è quello di depenalizzare l'omosessualità universalmente, dato che in più di 80 stati essere omosessuale è un reato e in 9 addirittura tale condizione è punita con la pena di morte.
Le scuse (o quello che sembrano) del Vaticano, sono le seguenti: "Gli stati che non riconoscono l'unione tra persone dello stesso sesso come 'matrimonio' - dice monsignor Celestino migliore - verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni".
Motivazioni difficili da comprendere se si valuta il fatto che la proposta mira a far cancellare il "reato" di omosessualità, a far cessare quindi torture, frustate, multe, lavori forzati, carcere (anche fino all'ergastolo) e pena di morte, presenti in MOLTI paesi!

Il secondo testo, con i suoi 50 articoli, è consultabile da qui:

http://www.un.org/disabilities/default.asp?id=259

La Convenzione vieta di fatto qualsiasi forma di discriminazione nei confronti delle persone disabili, salvaguardando i diritti politici, civili e sociali (salute, educazione, lavoro, ecc.) con una particolare attenzione alla tutela dei bambini disabili.
Il testo, in vigore dall'8 Maggio scorso, è stato scritto in 5 anni ed alla sua stesura ha partecipato anche lo stesso Vaticano. Ma la Santa sede si è rifiutata di firmarlo in quanto non vi sia un esplicito divieto nei confronti dell'aborto. Ritengono "tragico che una imperfezione del feto possa essere una condizione per praticare l'aborto".
L'articolo 10 della Convenzione, però, prevede espressamente il diritto alla vita per le persone disabili ed impegna gli Stati a mettere in atto le misure perché questo accada.

"Article 10 - Right to life

States Parties reaffirm that every human being has the inherent right to life and shall take all necessary measures to ensure its effective enjoyment by persons with disabilities on an equal basis with others."

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